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Le intolleranze alimentari

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Le intolleranze alimentari 2018-12-30T18:41:52+01:00
Intolleranze Alimentari - Nutrizionista

Sfatiamo subito il mito: non esiste un vero test che ci consenta di accertare un’intolleranza alimentare. Solo il gastroenterologo, con la sua esperienza e ascoltando i sintomi descritti dal paziente, può arrivare ad una diagnosi e suggerire una terapia adeguata. Nella maggior parte dei casi, il tutto si risolve con una correzione delle abitudini alimentari. Di solito, non è un singolo alimento a provocare dei disturbi, quanto piuttosto la combinazione di cibi diversi tra loro. Accade, ad esempio, che molti degli alimenti fermentabili possano dare gonfiore addominale e pesantezza. Di conseguenza, una dieta che riduca l’assunzione di questi zuccheri aiuterà anche ad eliminare i fastidi.

L’intolleranze più comuni sono quella al glutine e quella al lattosio, entrambe diagnosticabili con specifici test. Quest’ultima, in particolare è la più facile da gestire. Innanzitutto va evidenziato che, chiunque provi ad eliminare il latte, soprattutto in età adulta, ne trarrà beneficio. Poi, chi è intollerante al lattosio qualche strappo alla regola può farlo. Lo stesso non si può dire del glutine. Per un celiaco anche un solo granello di glutine è molto dannoso. Attualmente la celiachia colpisce l’1% della popolazione ed è importante sottolineare che chiunque abbia il sospetto di soffrire di questa patologia deve eseguire gli specifici test quando si è ancora a dieta libera, ossia prima di eliminare il glutine dal proprio regime alimentare. Il sintomo per eccellenza della celiachia è la stanchezza (astenia), che è frequentissima. Altri non sono sintomi, ma conseguenze, come l’anemia sideropenica, dovuta a carenza di ferro che, nel caso del soggetto celiaco, è causata da malassorbimento.

Per le altre intolleranze, gonfiore e pesantezza sono i sintomi più diffusi. Generalmente, si manifestano soprattutto durante il pomeriggio. Per questo motivo si raccomanda, spesso, di limitare l’assunzione di carboidrati durante l’arco della giornata. Attenzione: limitarli, non eliminarli. Una limitazione che comunque gioverebbe anche a chi non soffre di intolleranze alimentari. Forse, nella nostra società mangiamo un po’ troppo, abbiamo dimenticato i cibi semplici. Dopo una certa età, tutti dovrebbero aumentare il livello di assunzione delle proteine e ridurre quello dei carboidrati. Un piccolo accorgimento che aiuta a migliorare il benessere, indipendentemente dalla presenza di una vera e propria intolleranza alimentare.

Le reazioni avverse al cibo: classificazione

Per definire i disturbi legati all’ingestione del cibo sono stati, e vengono tuttora usati, molti termini. L’American Academy of Allergy Asthma and Immunology ha proposto una classificazione, largamente accettata, che utilizza il termine generico “reazione avversa al cibo”, distinguendo poi tra allergie e intolleranze: le allergie sono mediate da meccanismi immunologici; nelle intolleranze, invece, la reazione non è provocata dal sistema immunitario.

Una classificazione simile, proposta dalla European Academy of Allergology and Clinical Immunology, introduce la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche. Le reazioni tossiche, o da avvelenamento, sono causate dalla presenza di tossine nell’alimento e dipendono esclusivamente dalla quantità di alimento tossico che viene ingerito; un tipico esempio di reazione tossica è l’avvelenamento dovuto all’ingestione di funghi. Le reazioni non tossiche, invece, dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si suddividono in allergie e intolleranze.

Le intolleranze alimentari

Tra le intolleranze alimentari distinguiamo due tipologie: quelle enzimatiche e quelle farmacologiche. Le prime sono dovute all’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. La celiachia, il favismo e l’intolleranza al lattosio appartengono a questa categoria.

Le intolleranze alimentari farmacologiche invece, si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole che fanno parte della costituzione dell’alimento stesso o dovute alla presenza di additivi nell’alimento. In questo caso il confine tra intolleranza ed allergia vera e propria è molto sfumato; difatti si hanno sintomatologie simili a quelle delle allergie alimentari mediate da anticorpi, ma mancano prove che le reazioni manifestate abbiano effettivamente una base immunologica.

Sintomatologia

I sintomi clinici associati alle intolleranze alimentari sono generalmente a carico dell’apparato gastrointestinale e sono molto vari. Si riscontrano flatulenza, distensione addominale, dolori, borborigmi, diarrea fino ad arrivare a segnali più importanti come vomito, perdita di sangue con le feci e difetti nutrizionali in base alla quantità di alimento ingerito e dall’importanza del difetto enzimatico. Tali sintomi possono anche cronicizzare.

Le allergie invece, poiché sono scatenate da meccanismi immunologici, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali. Si riscontrano prurito, rash cutanei, orticaria. Più raramente compaiono riniti, asma e shock anafilattico.

Diagnosi

Dopo aver indagato ed escluso la presenza di un’allergia alimentare con test specifici di laboratorio, è possibile diagnosticare un’intolleranza alimentare solo andando per esclusione. Ovvero l’alimento sospetto viene eliminato dalla dieta per 2-3 settimane e reintrodotto per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo di privazione dell’alimento e si ripresentano al momento della reintroduzione, si tratta di una reazione avversa all’alimento.

Oggi esistono anche dei “test alternativi” (per esempio il test citotossico) per diagnosticare le intolleranze alimentari, ma sono privi di attendibilità scientifica e non hanno dimostrato efficacia clinica.

Il trattamento per le intolleranze alimentari, come per le allergie, consiste nell’eliminare dalla dieta o consumare in piccole quantità gli alimenti che provocano la reazione.

Intolleranza al lattosio

Trattasi della più comune intolleranza enzimatica dovuta alla deficienza (parziale o totale) della lattasi, l’enzima deputato alla scissione del principale zucchero presente nel sangue, ovvero il lattosio.

Prima di essere assorbito e utilizzato dall’organismo, il lattosio deve essere quindi scomposto nelle sue componenti, gli zuccheri glucosio e galattosio. Se non vengono prodotte sufficienti quantità di lattasi una parte del lattosio può non essere digerito, rimanendo nel lume intestinale dove viene fermentato dalla flora batterica.

La sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali, digestione lenta, stanchezza e senso di pesantezza, mal di testa. Sintomi che non sono specifici ma riconducibili anche ad altre intolleranze.

In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono; a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l’intolleranza è lieve si possono sostituire i prodotti freschi con quelli fermentati e bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, hemmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l’intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti.

Referenze

  • Ministero della Salute: intolleranze e allergie alimentari
  • Pagina del sito del ministero della Salute dedicata a intolleranze e allergie alimentari. Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
  • Pagina del sito dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) dedicata ad allergie e intolleranze alimentari. American Academy of Allergy Asthma and Immunology
  • Pagina del sito dell’Accadema americana di allergologia e immunologia dedicata alle allergie alimentari. European Academy of Allergology and Clinical Immunology
  • Sito dell’Accademia europea di allergologie e immunologia clinica. Food allergy: an overview
  • Pubblicazioni dello statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases sulle allergie alimentari. British Nutrition Foundation
  • Pagine del sito della British Nutrition Foundation dedicate alle reazioni avverse al cibo, con informazioni sulle allergie e intolleranze alimentari, sull’intolleranza al lattosio, sull’allergia alle arachidi, sull’itolleranza al grano e sulla celiachia.
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