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Il digiuno depura?

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Il digiuno depura?

No! A confermarlo uno studio della Ohio State University pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry ha dimostrato che quest’abitudine non solo fa aumentare di peso, ma può anche provocare patologie metaboliche come il diabete di tipo 2.

Cercheremo di spiegare il digiuno in modo semplice. Dobbiamo tener presente che siamo delle macchine con centraline proprie tarate sulla sopravvivenza,ad ogni nostra reazione,il nostro corpo reagisce di conseguenza.

Supponiamo che siamo una macchina utilitaria di cilindrata 1000 cc che deve percorrere infiniti chilometri.Per porter compiere il tragitto abbiamo bisogno di energia,in questo caso il carburante.Il motore è rappresentato dai muscoli,il carburante è l’ATP.
Quando si fanno pasti regolari,la cilindrata di questa macchina è sempre di 1000 cc,invece quando noi saltiamo i pasti, visto che l’obiettivo di questa macchina è fare milioni di chilometri, cosa fa? riduce la propria cilindrata, attaccando e demolendo la massa muscolare, ritenuta come la prima fonte di dispendio energetico. Attacca le proteine muscolari e le trasforma in energia, privilegiandoli rispetto ai tessuti adiposi,che cerca di non toccarli in previsione della crisi alimentare.

In questo modo si diventa di cilindrata 800 cc, consuma di meno,può continuare a percorrere i suoi km infiniti per il quale era stata programmata,ma ha anche meno prestazioni,si è più deboli.

Quindi riassumendo il digiuno rallenta il metabolismo, predispone alla perdita di massa magra e all’aumento di quella grassa. Evitare colazione, pranzo o cena può indurre l’organismo a immagazzinare grasso in eccesso all’altezza dell’addome, fattore di rischio non soltanto per il diabete, ma anche responsabile di cardiopatie.

Con il digiuno si sviluppa la resistenza all’insulina nel fegato, che gli scienziati considerano un segno rivelatore di prediabete. La funzione dell ‘insulina è consentire il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule, impedendo che la concentrazione di glucosio ematico (glicemia) si alzi troppo.
Quando il fegato non risponde ai segnali di insulina, infatti, non smette di produrre glucosio e lo zucchero extra nel sangue viene immagazzinato come grasso rischiando di danneggiare gli organi.

In parole povere, la resistenza all’insulina è una condizione in cui il corpo continua a produrre insulina, ma non la utilizza in modo efficace, è un problema a livello dei recettori dell ‘insulina.

Questo fa si che il glucosio non potendo essere assorbito si accumula nel sangue . Il fegato normalmente produce glucosio per essere utilizzato dal corpo, ma si ferma quando rileva insulina nel sangue, ad esempio dopo i pasti. Se si digiuna, si diventa resistenti all’insulina, il fegato non ottiene il segnale di smettere di produrre glucosio e continua a pomparlo nel sangue.

Analizzando nel dettaglio,ora invece andiamo a vedere cosa accade durante la fase del digiuno. Possiamo suddividerlo in due fasi,una prima fase detta iniziale e una seconda fase detta prolungata.

Fase iniziale del digiuno

E’ interprandiale,ciè fra un pasto e l altro. In questa fase diminusce l insulina e aumenta la secrezione di glucagone ad opera delle cellule alfa del pancreas,ed ha la funzione di stimolare la glicogenolisi nel fegato. Il glucosio può andare a:
nel cervello dove viene completamente catabolizzato in H2O e CO2
nel muscolo dove va incontro alla glicolisi,formando il piruvato,che si trasforma in lattato che entra nel ciclo di Cori
nei globuli rossi ,anche qui trasformato in lattato che entra nel ciclo di Cori
nel ciclo dell’alanina

In questa fase il tessuto adiposo non interviene.

Fase prolungata del digiuno

In questa fase le proteine vengono degradate in amminoacidi,parliamo di gluconeogenesi sia a livello epatico che a livello renale.Le proteine,principalmente le muscolari,sono scisse in ammminoacidi ,serve l ‘amminoacido alanina che dal muscolo va al fegato per sintetizzare glucosio(ciclo glucosio alanina).Il gruppo amminico è trasformato in urea.
Vengono utilizzati i lipidi,ossia sono scissi in glicerolo e acidi grassi liberi non esterificati(NEFA),che essendo insolubili sono legati all’albumina e trasportati al fegato. Qui vanno incontro a beta-ossidazione (fornisce l’ATP necessaria alla gluconeogenesi) e chetogenesi con produzione di corpi chetonici. Questi sono immessi nel circolo sanguigno e utilizzati in altri tessuti,principalmente il cervello.

Le diete drastiche, conseguenze del digiuno
Nella dieta ipocalorica si ha una riduzione del livello ematico degli ormoni tiroidei .Lorganismo diventa ipotiroideo.il T3(triiodiotirosina),nel digiuno prolungato diminuisce anche del 25%,influenzando la diminuizione del metabolismo basale.

Fase di rialimentazione dopo il digiuno

L’organismo tende a recuperare ciò che ha perso,per evitare un nuovo periodo di “carestia” la cellula ristabilisce le riserve. Introducendo gli alimenti il glucosio bypassa il fegato,va nel cervello ,che smette di utilizzare i corpi chetonici.
A livello del tessuto adiposo,si ristabilisce la riserva lipidica, glicerolo 3fosfato + acidigrassi, entranfi originati a partire da glucosio, formano i trigliceridi.
A livello muscolare il glucosio è convertito in glicogeno.

Quindi, dopo un cenone natalizio, una bilanciata dieta ipocalorica ricca di verdure permetterà di eliminare i kg superflui, il digiuno non solo fa diminure la massa in modo sbagliato ma danneggia i vostri organi.

By | 2018-12-31T10:07:20+01:00 Dicembre 31st, 2018|0 Comments

About the Author:

Biologo Nutrizionista iscritto all'Albo dei Biologi della Provincia di Lecce. Direttore del Centro Nutrizione Danieli.

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